Pasqua 2015 a Firenze - Windows on Italy

18/01/2015

FESTEGGIA PASQUA A FIRENZE

FESTEGGIA PASQUA A FIRENZE
Il periodo pasquale è un momento di rinascita: si celebra infatti una nuova vita, una resurrezione che trova compimento nella primavera. Firenze diventa più calda e piacevole avvolgendosi di un caldo tepore. Le giornate si allungano ed i fiori cominciano a spuntare nei prati e sui rami degli alberi. La natura si risveglia insieme alla nostra curiosità e a quella di migliaia di persone che vengono a scoprirla.  

Il termine Firenze deriva da "Fiorenza" o "Florentia”, che a loro volta derivano da "fiore". Questa città porta quindi già nel nome un tributo alla primavera ed è infatti in questa splendida stagione che ti consigliamo di visitarla e, più in particolare, ti invitiamo a Firenze per il periodo pasquale, scegliendo uno dei nostri magnifici appartamenti a Firenze.

In questi giorni la città del Giglio indossa la sua più bella veste incantando chiunque si fermi ad osservarla. Moltissimi sono gli eventi che si svolgono a Firenze insieme alla tante proposte culturali. Tutti i musei sono aperti, tranne alcune eccezioni, sia per Pasqua che per il giorno successivo ovvero durante la “Pasquetta”.

Ti consigliamo di consultare quali siano i musei aperti a Pasqua o di prenotare per tempo i biglietti online sul sito ufficiale del Polo Museale Fiorentino per evitare lunghe code.

L’evento assolutamente imperdibile di Paqua è senz’altro lo ”Scoppio del carro” in piazza del Duomo. E’ una tradizione antichissima, molto sentita dai fiorentini, che ha come protagonista una reliquia, ancora oggi utilizzata durante questa ricorrenza, su cui si incentra tutto l’evento.
La leggenda narra che durante la prima Crociata del 1099, il nobile capitano fiorentino Pazzino De’ Pazzi riuscì a scalare per primo le mura di Gerusalemme e per primo alzò il vessillo crociato sulla città. Come riconoscimento per il suo coraggio, ricevette in dono alcune pietre focaie provenienti dal Santo Sepolcro, che portò a Firenze e che furono custodite dalla sua famiglia finché non fu cacciata dai Medici. Le reliquie furono allora trasferite nella Chiesa dei SS. Apostoli dove tuttora vengono conservate. Le pietre vengono ancora oggi utilizzate per accendere il fuoco sacro il sabato santo, che viene poi trasportato in processione sino al Duomo sotto la scorta dei Cavalieri dell’Ordine Equestre del S. Sepolcro, riconoscibili grazie alla croce di Gerusalemme che campeggia sulla spalla sinistra del mantello bianco.
La domenica mattina parte invece la processione del carro chiamato anche ”brindellone”, trascinato da buoi bianchi, che attraversa la città seguita dal corteo storico e dagli sbandieratori assieme alle massime autorità cittadine che va a posizionarsi tra il Duomo ed il Battistero. All’interno della cattedrale è acceso dal sabato il “sacro fuoco”, ottenuto sfregando le pietre focaie di Pazzino, viene utilizzato per accendere la miccia che fa sfrecciare lungo una fune collegata al carro, un piccolo razzo a forma di colomba, simbolo dello Spirito Santo. La colomba sfreccia all’esterno in mezzo alle scintille e genererà a sua volta una serie di scariche a ripetizione dei petardi del carro, culminante in un’esplosione di fuochi pirotecnici e scoppi.
Se la colombina si inceppa e non segue la sua traiettoria facilmente è considerato di cattivo auspicio per l’anno in corso. In effetti i fiorentini ricordano che l’ultima volta che la “colombina” fallì la sua missione fu nel 1966 ovvero l’anno della terribile alluvione che colpì la città di Firenze.

Un’ultima curiosità…il termine “grullo” a Firenze è proprio legato a questa celebrazione. I grulli erano i contadini che tenevano i buoi del carro ed il loro aspetto dimesso, lento con l’aria un po’ assonnata li rendeva piuttosto ridicoli se paragonati allo sfarzo della sofisticata platea di presenti. Quindi il “grullo” è sinonimo di una persona sempliciotta e di poca intelligenza.

Vieni anche tu a Firenze perché i migliori ricordi si creano durante le nostre esperienze personali ed un viaggio è sempre un’ottima scusa per rendere memorabili le nostre vite.

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