03/07/2015

Una tradizione millenaria: il Palio di Siena

Una tradizione millenaria: il Palio di Siena
Deriva da una tradizione molto antica: si dice che il primo embrione della manifestazione risalga addirittura alla battaglia di Montaperti del 1260, quando la giostra conclusiva per le cerimonie dell’Assunzione divenne il simbolo dell’Indipendenza di Siena sotto la protezione della Vergine. Da quel momento, il Palio (dal latino “pallium”, ossia il drappo di stoffa pregiata che nel Medioevo era il premio nelle gare equestri) segnò il momento conclusivo delle feste annuali in onore di Maria Vergine Assunta Patrona di Siena.

Questa antica usanza si rinnova ancora oggi, integra nelle proprie tradizioni e rituali, e il Palio si corre in Piazza del Campo a Siena il 2 luglio (giorno della Madonna di Provenzano) e il 16 agosto (giorno della Madonna Assunta).
Protagoniste del Palio sono le 17 contrade, ossia gli antichi rioni della città: Bruco, Aquila, Civetta, Chiocciola, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre e Valdimontone.

Ogni anno, però, sono solo 10 le contrade che possono partecipare alla gara: di diritto corrono le sette contrade escluse dal corrispondente palio dell’anno precedente, a sorte vengono poi estratte altre tre contrade.

Ogni contrada prende parte alla corsa con un “barbero” (questo il nome del cavallo che corre il Palio), montato “a pelo” (ossia senza sella) da un fantino armato di un nerbo di bue, che utilizza non solo per incitare il cavallo ma anche per ostacolare i concorrenti.

Precede la gara una lunga e pittoresca sfilata dei rappresentanti delle contrade (i cosiddetti contradaioli) in costume medievale, con armi e bandiere.

Lo scoppio di un mortaretto annuncia poi l'entrata dei cavalli, che avviene secondo un ordine stabilito dalla sorte, ed il loro posizionamento nella zona della partenza, la cosiddetta “mossa”. La decima ed ultima contrada non si posiziona nella mossa ma entra di "rincorsa" quando lo ritiene più opportuno, decidendo così il momento della partenza. I cavalli dovranno compiere tre giri di pista per circa 1000 metri e solo al primo arrivato sarà riservata la gloria della vittoria.

Chi vince è comunque il cavallo, infatti può arrivare anche "scosso", ossia senza fantino. Per i turisti è uno spettacolo sorprendente, ma lo è ancora di più per i Senesi. È una festa a cui i cittadini tengono molto e da tempo memorabile, a cui dedicano tempo, convinzione e prove.

Non perdete l'occasione di visitare Siena nei giorni del Palio, assisterete ad uno spettacolo indimenticabile e respirerete appieno il surreale clima di tensione e gioia che invade la città!

TOP